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L’ABITO LITURGICO È U N COMPITO – OROSEI

L’ABITO LITURGICO È U N COMPITO – OROSEI

In occasione del Convegno Regionale del Clero, dal 12 al 14 ottobre, l’esposizione itinerante “L’abito liturgico è un compito” prosegue a Orosei, in Sardegna.

L’obbiettivo dell’esposizione è percorrere l’evoluzione della casula, mettendo a disposizione alcuni paramenti degli anni Trenta del secolo scorso, ben trent’anni prima del Concilio Vaticano II (reintroduzione della casula appunto), periodo in cui era in uso impiegare quasi esclusivamente pianete. Il percorso espositivo continua documentando gli anni cinquanta/sessanta con opere originali di singolare fattura e simbologia. Il progetto metterà a disposizione alcune casule, pezzi unici di fattura artigianale, un percorso di ricerca e approfondimento partendo dalla casula Medievale passando alla soluzione Borromaica fino ad arrivare alle interpretazioni contemporanee progettate da artisti, designer e architetti coinvolti nel progetto. “Quando Dio chiama a se un credente per conferirgli una missione o un servizio, gli da anche un abito, un vestito santo […] l’abito deve dire l’identità di chi lo porta […]”. Le parole di Enzo Bianchi (tratte da “L’abito liturgico è un compito”, 2014) mettono a fuoco nitidamente il senso e l’esigenza dell’esposizione che verrà allestita.
Nella mancanza di linee guida ben definite ai giorni nostri si assiste a elaborazioni soggettive che vanno dalla riproposizione del passato o a interpretazioni del tutto personali e non consone alle direttive del Concilio, non in sintonia con la “Nobile Semplicità”.

Gli artisti, designer, tessitori e architetti coinvolti nella mostra sono: Marco Ferreri, Luca Cavalca, Marcella Gabbiani, Camilla Marinoni, Filippo Rossi, Tazuko Saitoh e Cristina Busnelli.

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