Progetto personalizzato realizzato per la Basilica Cattedrale di San Marco, Venezia.

Riproduzione a ricamo di croce cosmica presente sulle cupole della Basilica.


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“Le Vesti Sacre del Sommo Sacerdote sono ricche di simbolismi […] Anche nel pettorale erano incisi i Nomi delle dodici Tribù d’Israele (cfr Es 28,21). Ciò significa che il Sacerdote celebra caricandosi sulle spalle il Popolo a lui affidato e portando i suoi Nomi incisi nel Cuore. Quando ci rivestiamo con la nostra Umile Casula può farci bene sentire Sopra le spalle e nel Cuore il peso e il volto del nostro Popolo Fedele, dei nostri Santi e dei nostri Martiri, che in questo tempo sono tanti!”

Così predicava Papa Francesco durante la messa del Crisma il 18 Marzo 2013, ed è proprio da questa specifica omelia che nasce l’idea per questo parato liturgico.

Il tema del popolo, dei fedeli che diventano peso e gioia nel cuore del Sacerdote, viene rivisitato e sviluppato per la Diocesi di Nola. Quest’ultima comprende 41 comuni, suddivisi in 8 decanati, e sono proprio queste 8 zone della città che sono state utilizzate come tema pincipale del parato: piccoli gioielli incastonati e inseriti negli stoloni della casula.


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La realizzazione di questa casula prende ispirazione dal soffitto del Santuario di Santa Maria dei Miracoli.

Al lavoro di edificazione prese parte anche Giovanni Antonio Amadeo, architetto e scultore rinascimentale che si dedicò alla realizzazione della navata, sviluppando una monumentale volta a botte cassettonata per cui la chiesa è famosa ancora oggi


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La realizzazione di questo piviale trae ispirazione dal trittico del pittore Vittore Crivelli, “𝑀𝑎𝑑𝑜𝑛𝑛𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝐵𝑎𝑚𝑏𝑖𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑆𝑎𝑛 𝑏𝑎𝑠𝑠𝑜 𝑒 𝑆𝑎𝑛 𝑆𝑒𝑏𝑎𝑠𝑡𝑖𝑎𝑛𝑜” datato 1475-1499. La tavola raffigurante l’opera è conservata a Cupra Marittima, nella chiesa dedicata al patrono della città, San Basso.

L’idea era quella di riprodurre il più fedelmente possibile il piviale indossato dal santo, ricreando nello specifico i numerosi decori presenti sugli stoloni del dipinto.


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Nel 1915 un terribile terremoto colpì Avezzano distruggendo completamente il Duomo di San Bartolomeo, tuttavia solo un oggetto venne risparmiato e rinvenuto in mezzo alle macerie:un pilastrino decorato.

Il motivo a nastro di questo pilastro è stato quindi usato come base per la realizzazione del parato.


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L’ispirazione per questo progetto nasce dal soffitto della Chiesa parrocchiale di Santa Maria dell’Episcopio. Le ricche geometrie in oro che abbelliscono la parte centrale della navata, insieme alle arcate che fanno da contorno, sono state soggetto di analisi e studio del lavoro


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Il soffitto della Cattedrale, edificata a metà del XIII secolo e riconosciuta come monumento più antico della città, è stato di ispirazione a questo progetto

Le ricche geometrie dei cassettoni dorati che adornano l’interno del Duomo sono state soggetto di analisi e studio del parato.


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Progetto dedicato alla Basilica del Santo Sepolcro di Barletta, chiesa realizzata nel XIV secolo e famosa meta di transito per i pellegrini diretti in Terra Santa.

L’ispirazione per questo progetto nasce dagli affreschi absidali che adornano l’interno della Basilica, nello specifico un piccolo dettaglio è stato base nella creazione degli stoloni.


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Parato liturgico realizzato per il Pontificio Seminario Lombardo di Roma, un progetto in stile moderno che allo stesso tempo comprende elementi tradizionali


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Progetto personalizzato dedicato alla chiesa parrocchiale di Santi Pietro e Paolo, Lomagna. Realizzata a metà del XIX secolo in stile neoclassico, la chiesa presenta al suo interno un’arcata decorata con bassorilievi, punto d’ispirazione per il parato.

Gli stoloni sono stati così sviluppati usando passamanerie oro intrecciate a mano, ricami e borchie dorate a creare punti luce.


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L’attuale Chiesa di San Giulio venne costruita nel 1846, dopo che a fine XVIII secolo nacque l’esigenza di sostituire la chiese precedente, date le sue dimensioni ridotte incapaci di contenere tutta la popolazione della parrocchia.

Il parato liturgico nasce studiando le geometrie marmoree e dalla croce presenti sul pavimento della chiesa.


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La Cattedrale “Nostra Signora dell’Orto” a Chiavari nacque come santuario mariano nel 1613, tre anni dopo dalla prima apparizione della Vergine in quel luogo.

Il parato liturgico nasce dallo studio delle tarsie in marmo che decorano l’interno della cattedrale.


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